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Ci sono voluti circa tre anni (Natale 2005 - Ottobre 2008) per trasformare in realtà l’idea di un asilo in Centrafrica nel nome di Nicolò. Tre anni fatti di proposte, scambi di idee, tante mail e l’impegno di chi Nico lo aveva conosciuto o è diventato suo amico grazie all’asilo. Le spese di costruzione sono state di poco inferiori ai 70 mila euro. In un primo momento sono state quasi completamente sostenute dagli amici di Nico e poi (da fine 2007 in poi) dalla ONLUS “ Nico - i frutti del Chicco” nata proprio per portare a termine l’asilo. Ora, al netto di imprevisti o straordinari che in Centrafrica possono comunque e sempre verificarsi, l’impegno economico si aggira fra i 12.000 ed i 15.000 euro l’anno. E durerà il tempo necessario per far sì che i genitori dei bambini della Safà siano in grado di gestire la scuola autonomamente. Un lavoro già avviato e che Sandro e gli altri missionari intendono portare a termine prima di trasferire altrove il loro impegno.

L’Asilo ospita attualmente una settantina di alunni. Il tetto massimo che si cerca di non superare è di 110 bambini, indipendentemente dal numero delle richieste che potrebbe anche essere superiore. La scuola materna è divisa in tre classi secondo le età dei bambini, ciascuna affidata a una maestra. Le tre insegnanti sono supportate da altre tre donne addette all’assistenza ai bambini oltre cha a tenere pulita e in ordine la scuola. Vi è una cucina dove viene preparato un pasto caldo tutti i giorni e una sala mensa, completamente attrezzata. Sul muro della mensa c’è una bella, bellissima foto di Nico. 

 

La vita nell'asilo alla Safà

La scuola fornisce a ciascun bambino una propria ‘divisa’ (pantaloncini e maglietta in doppio colore celeste e bordeaux) da indossare nell’orario scolastico. La divisa viene ogni giorno lasciata a scuola che ne ha in carico la pulizia e la cura. L’orario scolastico, uguale per tutte le scuole della missione, è dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 13,30 alle 15,30, cinque giorni alla settimana: dal lunedì al venerdì. Vi sono iscritti bambini dai 3 ai 5 anni. A differenza di altre scuole materne private-parificate, ciò che caratterizza l’ ‘asilo Nicolò’ è l’attenzione alla formazione degli insegnanti sul gioco e la socializzazione. Le altre materne - pochissime - sono soprattutto ‘pre-scuole’, ovvero ‘primine’ rivolte pressoché esclusivamente all’anticipo della didattica della scuola primaria con inizio di lettura, scrittura, conoscenza del francese e primi rudimenti del fare di conto. Alla materna ‘Nicolò’ l’avvio alla didattica viene accompagnato dall’utilizzo del gioco e della socializzazione, per favorire la crescita della persona accanto a quella dello studente.

Ogni sabato Sandro Canton incontra le insegnanti assegnando loro programma, orario e attività della settimana successiva. La scuola (cioè sempre Sandro) fornisce colori, gessi, carta da disegno, libri per le materne, materiali didattici e disegni colorati scaricati da Internet. La retta scolastica che ogni famiglia deve pagare è di 10 mila franchi centrafricani (poco più di 15 euro) all’anno. Su questo Sandro è rigorosissimo: se non si paga non si mandano i figli a scuola. Visto che la scuola è la speranza principale di un Paese ultimo al mondo nelle classifiche di povertà, l’impegno per la scuola deve essere condiviso dalle famiglie. Solo attraverso una nuova generazione di centrafricani scolarizzati, istruiti e soprattutto consapevoli, esiste la possibilità di un cambiamento rispetto al passato. Le insegnanti della scuola materna sono pagate intorno ai 40 mila franchi (61 euro) al mese. Altri 10 mila franchi vengono versati in contributi allo Stato per previdenza e assistenza (che in Repubblica Centraficana, tuttavia, è solo virtuale perché le pensioni non vengono maturate né pagate e l’assistenza sanitaria è comunque a pagamento anche se si è in regola con i contributi). Le donne che aiutano le insegnanti sono pagate 35 mila franchi ogni mese. Ci sono poi le spese per il cibo. La manioca – il cibo principale dei centrafricani- si paga, secondo le stagioni, da 1.000 a 1.500 franchi alla ‘scodella’, il riso 400 franchi al chilo, il mais 1.500/2.000 franchi alla ‘scodella’.

Ai bambini della materna, come a quelli delle scuole primarie, vengono effettuati i vaccini contro le principali malattie tropicali infettive e un trattamento antiparassitario 2/3 volte l’anno. Infine, le spese per la didattica: penne, colori, matite costano 100 franchi, un quaderno circa 300. La carta 4.200 franchi a risma e alle scuole della Safà se ne usa tantissima, in particolare per la materna. Una fotocopiatrice è gelosamente custodita nel salotto della missione e Sandro la usa ogni giorno per fotocopiare materiali didattici. Intorno ai tre edifici che costituiscono l’asilo e al centro di essi vi è un bel campo in erba che ospita il parco giochi (altalena, scivolo, un spazio in sabbia per i giochi che allenano la manualità). Presto sarà eretta una recinzione tutto intorno all’asilo e alle sue pertinenze, per evitare il passaggio e l’uso indebito delle strutture.

 

 

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