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04/02/13 14:48 - Categoria: Haiti Siamo tornati da qualche giorno da un viaggio in Haiti, molto stancante per due della nostra età, e c'è voluto un po' per riprenderci. Abbiamo passato Natale e Capodanno con Roberto ed Emilia, e finalmente abbiamo conosciuto personalmente Philippe, Marie Carmel, i bravissimi genitori della casa famiglia di Diquini, i bambini e il resto della piccola comunità che seguiamo, noi da lontano, e Roberto che vive nel paese, da vicino. E quello che abbiamo visto ci ha commosso e dato gioia. I bambini stanno benone, sono allegri, curiosi, vivaci, birichini. Già questo mi sembra un miracolo data la storia dolorosa di ognuno di loro, ma basta vedere il rapporto che hanno con Philippe e Marie Carmelo per capire come il miracolo sia possibile. È un rapporto di tenerezza e amore così spontaneo e naturale da entrambe le parti che tocca il cuore e spiega molte di quello che vediamo. Tutte le opere di ristrutturazione e miglioramento degli ambienti, avviati nel 2011 sono stati terminati, e sono lì a testimoniare la generosità vostra e di molti altri. C'è una piccola targa sulla porta dell'aula polifunzionale con il nome di Niccolò (veramente hanno lasciato fuori una "c"). Mi ha colta di sorpresa, anche se era prevista, e mi ha molto commossa perché a Diquini ci sono davvero i frutti di quel Chicco che avete seminato. (Dà un'occhiata alle foto che ho cercato, molto maldestramente di ridurre per allegarle. Cercherò di fare un updating del sito e di inserire tutte le foto). L'ultimo acquisto al quale abbiamo contribuito, quello di un pulmino di seconda mano, è utilizzato non solo per accompagnare a scuola i bambini, ma anche, e proprio durante le vacanze di Natale, per permettere a Philippe di accompagnare i bambini in gita al mare o in montagna. Anche se la proprietà su cui sorge la casa famiglia è molto ampia e bella, con grandi alberi tipici della flora autoctona di Haiti (di quel che rimane dopo la deforestazione degli ultimi 100 anni), uscire in gita è sempre una gran festa e un’esperienza di crescita. I bambini ospitati sono ora 34. Nel mese di dicembre sono arrivati altri due gemellini di 3 anni, Angel and Angenael (la mamma è morta nel terremoto quando avevano un mese e adesso il papà è stato ricoverato in un ospedale psichiatrico. Non hanno altra famiglia.) Con ottimismo e speranza sono stati accolti, anche se questo significa riorganizzare di nuovo gli spazi e probabilmente crearne di nuovi sfruttando lo spazio esterno all'edificio. Insieme a Philippe e Marie Carmel stiamo cercando di capire quale potrebbe essere la soluzione migliore. È un progetto che cresce come non è sempre possibile prevedere, con l'aiuto generoso di molti, nel segno della speranza e nella determinazione ad andare avanti, con impegno e fiducia. Anche l’intero paese di Haiti scommette ogni giorno sulla speranza; molti segnali sono positivi, ma la desolazione e il degrado della città colpita dal terremoto stringono il cuore. Eppure, la vita è comunque più forte della morte, e risorge ogni giorno dalla distruzione, per opera di uomini e donne coraggiosi e indomiti. Guardiamo anche noi con serenità al futuro, fiduciosi che con il sostegno di tutti potremo continuare a far crescere questi splendidi bambini e ad aiutarli in un cammino verso una vita dignitosa. Grazie, caro Giovanni, della fiducia, dell'affetto e dell'aiuto molto concreto di questi anni. Buon anno a te e a tutta la tua famiglia.

Franca

 

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