• 1
  • 2
  • 3

L’associazione no-profit Nico i frutti del Chicco è nata nel 2007, dopo la morte improvvisa, nel sonno, del piccolo Giuseppe Nicolò Tortorolo. Nico aveva allora 4 anni. I suoi genitori, insieme ad alcuni amici, hanno creato un’associazione in forma di Onlus che ha finanziato la costruzione e il mantenimento dell’ “Asilo Nicolò” e poi anche del “College Nicolò”. Si tratta, rispettivamente, di una scuola materna e di una scuola secondaria, realizzate da padre Sandro Canton e padre Mauro Milani. Sandro e Mauro sono Canonici Regolari Lateranensi nella missione della Safà, un gruppo di villaggi a ridosso della giungla della Repubblica del Centroafrica. La Safà, più precisamente, è situata a circa 120 Km dalla capitale Banguì, nella provincia di M’Baiki.

Il grande impegno dell’associazione per l’asilo e il liceo Nicolò è stato accompagnato, negli anni, da finanziamenti diretti anche alle scuole primarie della missione. In particolare nei villaggi di Paris Congo e Scad. A tali iniziative si è accompagnato il finanziamento della realizzazione di un piccolo ospedale per la maternità, centro di primo soccorso anche per i bambini delle scuole e dei villaggi della Safà.

Nel corso di questi anni di attività, l’associazione ha rivolto la sua attenzione anche a bambini in difficoltà in Italia (una libreria nel Reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma, un contributo alla ricostruzione dell'Asilo pubblico di Monterosso danneggiato dall'alluvione nelle Cinque Terre) ed in altri paesi poveri del mondo, seminando “frutti del Chicco” attraverso il finanziamento di specifici progetti in Haiti (una casa famiglia per bambini senza genitori), in Costa d'Avorio (una scuola di alfabetizzazione), in Malawi (due centri di telemedicina a distanza), una postazione di telemedicina in Togo. Nell'estate 2015 i Canonici Regolari Lateranensi hanno riconsegnato la missione al vescovo di 'M'Baiki alla cui diocesi centroafricana la Safà appartiene. L'associazione Nico i Frutti del Chicco ha garantito il proprio finanziamento alle scuole Nicolò per altri due anni scolastici a chi si impegnerà a mantenere in funzione l'asilo e il liceo alla Safà.

In primo piano

Il contagio della telemdicina

A scuola di telemedicina. Già, perché ovviamente per far funzionare i consulti a distanza la bacchetta magica non serve e nemmeno i consigli degli sciamani. Così non resta che studiare. Dream e Ght organizzano per questo due o tre corsi di formazione l'anno, uno sempre in Europa e almeno uno in Africa per mettere gli operatori in grado di far funzionare il sistema. Per chi non mi ha seguito finora dico che Dream e Ght si occupano, in modi diversi, ma omogenei e complementari, di salute principalmente in Africa.
Continua a leggere

La ONLUS senza Safà, il ciclo si chiude. Nel 2016 nuove postazioni di telemedicina in Centrafrica

A seguito di una ponderata riflessione Presidenza e Direttivo ritengono di non voler proporre per il 2016 progetti da realizzare in proprio ex novo sulla falsariga di quanto fatto in questi dieci anni con le scuole Nicolò alla Safà insieme ai Canonici, volendo invece impegnarsi ancora nel radicamento della telemedicina in Africa e dell suo utilizzo in particolare a favore dei bambini, grazie alla collaborazione con Ght Onlus, oltre naturalmente al mantenimento delle scuole esistenti e degli studenti della Safà.
Continua a leggere

Don Sandro e Don Mauro lasciano la Safà, le scuole Nicolò restano.

I padri italiani dei Canonici Regolari Lateranensi don Sandro Canton e don Mauro Milani con l’inizio dell'anno scolastico 2015-2016 non saranno più alla Safà. Nell’estate 2015 il loro ordine ha riconsegnato al Vescovo della diocesi centrafricana di M’Baiki la missione che era stata loro affidata poco più di dieci anni fa. Sandro è dovuto rientrare in Italia per assistere il padre non più autosufficiente. Mauro non avrebbe potuto restare solo e non si sono trovate altre soluzioni interne al loro ordine sacerdotale.
Continua a leggere

Nuova postazione Ght di teledicina Nicolò in Guinea, al centro Dream di Conakry.

Nel 2016 l'associazione ha finanziato la realizzazione di una nuova postazione Nicolò di Telemedicina presso il centro Dream della Comunità di sant'Egidio a Conakry, capitale della Guinea. La postazione è stata resa operativa in occasione della Pasqua 2016.
Continua a leggere

Prima postazione Ght di telemedicina Nicolò in Centrafrica, al centro "Joie de Vivre" di Bangui'.

Grazie a una nuova collaborazione conAmici per il Centrafrica Onlus è stata realizzata fra fine 2015 e inizio 2016 la prima postazione Ght di telemedicina Nicolò a Banguì, capitale della Repubblica del Centrafrica. La postazione è attiva presso il nuovo centro di assistenza all'infanzia "Joie de vivre" aperto da affidata Amici per il Centrafrica. Il suo funzionamento è stato affidato alla cooperante francese Lucie Peters che, dopo una prima formazione in Italia Ght, ha frequentato a Maputo, in Mozambico, il corso di aggiornamento Ght coordinato dal dott.Michele Bartolo. L'associazione Nico i Frutti del Chicco ha finanziato la realizzazione della postazione e finanziato formazione e aggiornamento della cooperante.
Continua a leggere

Le responsabili delle postazioni di telemedicina Nicolò di Bangui' (Centrafrica) e Amakpape' (Togo) al corso di aggiornamento Ght di Maputo, In Mozambico.

Nel febbraio 2016 l'associazione ha finanziato la partecipazione delle due responsabili della postazione Nicolò di telemedicina presso il centro "Joie de Vivre" di Amici per il Centrafrica Lucie Peters e della postazione Nicolò di telemedicina ad Amakpapè in Togo, Chiara Razzi Di Nunzio al corso di formazione a Maputo, in Mozambico, organizzato da Ght.

Inaugurata la postazione di telemedicina Nicolò della Ght in Togo ad Amakpapè.

E' stata inaugurata in Togo una nuova postazione Nicolò di telemedicina della Global Health Telemedicine (Ght) finanziata dalla nostra associazione. La postazione è attiva presso l’infermeria della missione italiana “Cuori Grandi” nel villaggio di Amakpapè, frutto di una collaborazione anche con la Luconlus di Roma che da tempo sostiene progetti con quella missione. Ad installare la postazione, formare il personale dell’infermeria e offrire una settimane di visite e consulenze pediatriche è stato Luca Tortorolo, pediatra responsabile per la telemedicina della nostra onlus che ha operato in stretto raccordo con Ght e Luconlus. Luca è stato accompagnato dalla giornalista-blogger Luisa Cordova da noi inviata ad Amakpapè con lui per raccontarci e raccontare al meglio la nuova frontiera che la telemedicina può rappresentare e sta già rappresentando per i paesi più poveri dell’Africa..
Continua a leggere

Nel settembre 2016 il medico Giovanni Torelli, specialista in medicina interna ed ematologia al Policlinico Umberto I di Roma, - insieme alla sua moglie e collega anestesista Alessandra Canneti, entrambi fra i soci fondatori della onlus di Nico, hanno deciso con i loro quattro figli di mettere qualche anno della loro vita a disposizione e servizio dei malati dell'ospedale di Tosamaganga in Tanzania, gestito dai medici dell'associazione di cooperazione internazionale CUAMM, medici volontari per l'Africa. Al termine di apposita formazione a Giovanni è stata affidata da CUAMM la direzione dell'ospedale africano dove operano 6 medici per circa 100 posti letto a disposizione. L'associazione degli amici di Nico ha voluto essere con loro e approfittare di loro per mettere a dimora e far fruttare a Tosamaganga un ulteriore seme del Chicco finanziando l'acquisto di materiali sanitari di aiuto per la cura dei piccoli pazienti dell'ospedale.

LETTERA DI RINGRAZIAMENTO

Torna a "Gli altri progetti nel mondo".

A scuola di telemedicina. Già, perché ovviamente per far funzionare i consulti a distanza la bacchetta magica non serve e nemmeno i consigli degli sciamani. Così non resta che studiare. Dream e Ght organizzano per questo due o tre corsi di formazione l'anno, uno sempre in Europa e almeno uno in Africa per mettere gli operatori in grado di far funzionare il sistema. Per chi non mi ha seguito finora dico che Dream e Ght si occupano, in modi diversi, ma omogenei e complementari, di salute principalmente in Africa. Dream nasce per contrastare il Hiv e ha poi allargato il suo raggio di azione, mentre il 'core' Ght è sempre stata la telemedicina, consulti e cure a distanza con medici volontari che offrono la loro assistenza dall'Italia, ma poi non di rado finiscono per appassionarsi così tanto di Africa che non resistono alla tentazione di passare un po' di tempo sul campo. Si chiama mal d'Africa e non si è trovata mai la cura. Per fortuna.

Tant'è che in questi giorni sono a Roma alcuni infermieri, semplici e specializzati, e medici africani per il corso di telemedicina. Che si articola in varie specialità: cardiologia, malattie infettive, dermatologia, pediatria, medicina interna. Dipende anche un po' dai medici disponibili al consulto a distanza. Gli allievi sono di ogni età, donne e uomini, religiosi e laici, treccine elaborate con stoffe e perline e veli. Prendono molto sul serio il corso. Alcuni l'impianto di telemedicina ce l'hanno già, altri sono aspiranti. Guardandoli, vedo sempre con la mente le condizioni precarie nelle quali operano nel fondo dell'Africa, con capanne o edifici sbilenchi, la connessione a internet affannosa in velocità e capricciosa in costanza. La difficoltà di comunicare tra i dialetti africani, che sono mille e mille, e la traduzione in un qualsivoglia linguaggio europeo, italiano, francese, inglese o portoghese. Tra gli “opening soon” ci sono il Camerun, la Nigeria e il Mozambico.

“Mi chiamo Rispah e ho 33 anni. Vivo a Nairobi, ma vengo dalla regione del Tharaka, una zona secca e rurale i piedi del monte Kenia. Sono clinical officer, un po' più che infermiere, un po' meno di medico, ma mi sto laureando. Lavoro in Dream da dieci anni”. Rispah è keniota. Alta, magra, decisamente bella ed elegante. Sa il fatto suo, si esprime in un ottimo inglese, calmo e sorridente come lei. L'ho incontrata in una pausa del corso di aggiornamento all'ospedale San Gallicano. Dopo qualche anno nella sua regione d'origine, un posto che mi descrivono nel mezzo del nulla con un clima impossibile, Rispah è arrivata a Nairobi dove lavora e studia. Ha cominciato con la lotta al Hiv, soprattutto nella sua trasmissione dalle madri ai neonati. Un combattimento continuo, sia con la malattia che per la prevenzione. “Abbiamo perso molti bambini -racconta- ma pi le cose sono migliorate e ora l'HIV non è più il nemico dell'emergenza. È bello vedere le persone malate stare meglio e dare loro speranza. Le madri sono felici quando i loro bambini guariscono e non di rado chiamano i loro figli come chi li ha salvati in segno di gratitudine. La cosa bellissima è che mentre la sanità pubblica manca completamente di umanità, sei un numero a cui dare medicine e 'avanti un altro', da noi si instaurano rapporti umani bellissimi. Si chiacchiera, ci si confida, si diventa amici quasi come parte della terapia. È una famiglia. E poi è più facile parlare con gli amici che con i medici. Così noi siamo aiutati anche nelle diagnosi da rapporti così informali”. Un approccio alla medicina inusuale e di successo. “Adesso che il Hiv è sotto controllo -prosegue Rispah- abbiamo il tempo di dedicarci alle malattie non comunicabili come diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie che erano assai trascurate e che ora stiamo insegnando a non sottovalutare. Noi stessi stiamo studiando e la possibilità di interloquire con i medici italiani ci aiuta moltissimo. Quando tornerò a Nairobi, nella nostra riunione settimanale per mettere in comune esperienze e conoscenze, racconterò quanto ho imparato in Italia. E mi ci vorranno parecchi incontri”.

C'è poi Patrick, 30 anni, medico nigeriano che lavora ad Abuja, la capitale, un milione e mezzo di abitanti dichiarati e chissà quanti altri milioni fuori controllo. Patrick non ha difficoltà ad ammettere la sua iniziale diffidenza per un centro medico di volontari: “di solito sono postacci. Credevo fossero tutti poveri, sporchi, maltenuti e senza mezzi, quando mi hanno chiamato ho rifiutato più volte. Mi hanno detto 'vieni a vedere', alla fine sono andato e sono rimasto. Abbiamo molti pazienti che sono casi difficili. Davvero talvolta io non so cosa fare. Non vogliamo mandarli via, ma è difficile sapere cosa è giusto. Adesso, sono felice Di sapere di avere qualcuno con cui parlare per un consulto. Già in questa settimana di corso ho imparato moltissimo, ma posso sempre migliorare e ampliare le mie conoscenze per far star bene le persone. La consistenza può e deve sempre espandersi. Io conosco i miei limiti, ma sono anche sicuro che posso abbattere alcuni muri di ignoranza, mia e degli altri. Perche la conoscenza non è statica, anzi.”. E questa è l'Africa giovane. Un bell'esempio di persone istruite, che lavorano con entusiasmo per il loro paese e dialogano con l'Occidente. Senza che nessuno ci lucri sopra. Con l'obiettivo di salvare vite, dissipare l'ignoranza e migliorare le condizioni di vita, senza invadere oltremodo cultura e stile di vita. Se questo modello riuscisse a diffondersi, a contagiare l'Africa e l'Europa forse anche la terribile disperazione delle migrazioni di massa potrebbe conoscere sollievo e magari anche nel tempo controtendenza?

Cari amici diNico,
eccoci agli auguri e all’appuntamento di fine anno sulla nostra attività sociale. Il 2016 è stato un anno di profonde trasformazioni per la nostra associazione, soprattutto in Centrafrica. Il 2017 lo sarà anche in Italia.

VERSATI GLI ULTIMI FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE CENTRAFRICANE NICOLO’, UNA FESTA PER SANDRO E MAURO ALLA SAFA’

Il primo anno di vita delle scuole Nicolò alla Safà senza più i nostri amici don Sandro e don Mauro ha dato un risultato diverso per asilo e liceo attestato dal report che Sandro e Mauro ci hanno fatto al ritorno dalla missione da noi finanziata a inizio settembre. L’asilo Nicolò gestito dalle suore missionarie dell’ordine vincenziano della Carità funziona bene e si consolida nel suo percorso di autonomia. Il liceo Nicolò, invece, passato con l’intera struttura della missione sotto la gestione diretta della Diocesi di ‘M Baiki e affidato a sacerdoti centrafricani è piuttosto in crisi e con gestione opaca. Sandro e Mauro, accolti da un affetto soffocante e da una festa emozionantissima dalle famiglie di Safà, si faranno ancora garanti del nostro sostegno alle scuole, gestendo loro l’ultimo nostro finanziamento. A garanzia del migliore e più sicuro utilizzo, preferiscono decidere loro dove quando a chi e a quali condizioni far arrivare i soldi, piuttosto che instaurare fra noi e la nuova gestione un rapporto diretto. Abbiamo dunque versato loro 53 mila euro sul conto dell’ordine sacerdotale a cui appartengono, destinato al sostegno alla Safà, che saranno da loro gestiti al meglio nei prossimi due-tre anni per assicurare ancora un periodo di loro supervisione sulla nuove gestione delle scuole Nicolò. La speranza che accomuna le suore dell’asilo, sandro e mauro e noi è che l’intera missione di Safà – liceo compreso- in un futuro non lontanissimo possa essere nuovamente assegnata dalla Diocesi a missionari, magari appartenenti all’ordine delle suore dell’asilo. In questo senso e comunque per il bene della comunità centrafricana Sandro e Mauro sono in contatto con il Vescovo e, tramite loro, ci resteremo anche noi. Il primo rapporto delle suore sui primi mesi di attività dell ‘asilo nel nuovo anno scolastico ci fanno ben sperare.

GHT SI CONSOLIDA IN CENTRAFRICA, LA ONLUS DI NICO SI CONSOLIDA ALL’INTERNO DI GHT

Lo sviluppo e il potenziamento della telemedicina italiana nei Paesi poveri in Africa, attraverso la collaborazione fra noi e la onlus Ght (Global Health Telemedicine), si è affiancato sempre più negli ultimi anni al sostegno delle scuole Nicolò Centrafrica quale nucleo centrale della nostra attività. Alle postazioni Nicolò di telemedicina aperte con Ght negli anni scorsi in Malawi, Togo e finalmente in Centrafrica si è aggiunta nel 2016 quella in Nuova Guinea. Così come in questo 2016 abbiamo deciso di destinare alla telemedicina Ght nei paesi poveri dell’Africa i proventi di quanto a noi destinato dai 5 x 1000 Irpef relativi alle dichiarazioni dei redditi 2014 e 2015. Per il 2014 si tratta di circa 28 mila euro, da noi incassati in questi giorni. Per il 2015 la quantificazione e la data di liquidazione dovrebbero essere rese note nel 2017. Inoltre, sempre a sostegno della nostra attività di telemedicina in Africa con Ght sono state destinate le raccolte di fondi per la nostra associazione , ormai tradizionali, da parte di nostri associati in occasione di loro eventi privati: valga per tutti citare il Ferragosto all’Eremo della Maddalena alle Cinque Terre, la gara di torte della comunità di Urbe in occasione della Castagnata d’autunno a san Pietro d’Olba, le periodiche donazioni dei soci del Circolo Velico Monterosso in occasione di loro incontri e quelle individuali annuali di singoli soci e singole associazioni, nostri sostenitori abituali. ll processo di contaminazione fra noi e Ght nel 2016 è stato anche organizzativo e gestionale, con loro sempre maggiore know how sulla telemedicina a nostro favore e sempre maggiori semi del Chicco da parte nostra messi a dimora e a frutto nel loro giardino. Il nostro consigliere pediatra Luca Tortorolo nel 2015 è stato in Togo ad aprire la postazione Nicolò di telemedicina Ght e da allora cerca di rafforzare la rete pediatrica di Ght; che avrà uno stand espositivo e farà una relazione con il suo direttore Michele Bartolo al quinto congresso nazionale di Milano dell’Associazione Medica infermieristica di emergenza e di terapia intensiva pediatrica (Amietip), da noi sponsorizzati. Il nostro consigliere Matteo Rizzolli nel 2016 è entrato nel Consiglio direttivo di Ght e sta curando la realizzazione di un database sul modello del nostro e segue il consolidamento della telemedicina Ght in Centrafrica. La nostra socia giornalista e blogger Luisa Cordova sta collaborando sempre di più per diffondere e migliorare l’informazione nel web sulla telemedicina Ght.

Grazie alla nostra socia svizzera Federica Foglia e alla nostra consigliera Alessandra Rimini abbiamo potuto realizzare questo mese una conferenza alla Facoltà di medicina dell’Università di Losanna, servita a far conoscere la telemedicina e Ght a studenti di medicina e operatori sanitari dell’ateneo svizzero. L’evento ha riscosso un notevole successo e interesse. Sono infine in cantiere nuovi progetti per migliorare e incentivare formazione e stage di volontari interessati alla telemedicina no profit.Il percorso di integrazione fra noi e Ght è dunque avviato e irreversibile. Se tutto andrà come speriamo e pensiamo, il 2017 potrà essere l’anno di confluenza fra le due onlus. Ciò comporterà, a tempo debito, lo scioglimento formale della nostra associazione e il trasferimento del suo patrimonio in Ght. Si tratterà prevalentemente di un patrimonio di persone e idee perché ci sembra giusto e corretto che il patrimonio economico della onlus Nico i Frutti del Chicco venga utilizzato al meglio e al massimo prima del suo scioglimento. Sentiamo forti le consonanze fra noi e Ght non solo come associazioni ma fra le persone che le conducono. L’apertura di Ght nei nostri confronti è massima e convinta, come accade nelle aziende familiari in cui si va d’accordo. C’è ascolto, interesse, rispetto, scambio di esperienze e opinioni. Ght vorrebbe una nostra presenza massiccia e di peso anche nei loro organismi dirigenti, convinti del valore che la nostra esperienza possa rappresentare. A noi sembra dovuto e corretto pesarla anche in proporzione a quanta parte della nostra associazione condividerà questo nuovo capitolo di impegno comune, avviato insieme dieci anni fa, l’anno dopo la scomparsa di Nico. Ci teniamo a premettere che assolutamente nessuno deve sentirsi obbligato, anzi, è importante continuare a camminare insieme se si è convinti di volerlo fare. E su questo vi chiediamo di voler esprimere la vostra decisione. Nel caso in cui foste d’accordo con la nostra scelta, vi chiediamo per il 2017 di versare a Ght anzichè alla nostra Onlus i 30 euro che ogni anno abbiamo versato fin dalla nascita di Nico i frutti del Chicco quale quota di rinnovo annuale, dimostrando così l’intenzione di continuare l’impegno no profit insieme, scegliendo la telemedicina Ght come campo di azione E vi chiediamo di farci sapere via mail o sms al 338 8800332 se avete provveduto e se, come speriamo, chi è stato finora socio della Onlus di Nico fino dal 2017 vuole diventarlo di Ght . Basterà darci nome e cognome e provvederemo noi a compiere le formalità e le procedure.

In ogni caso ci sarà molto utile sapere se e quanti aderiscono alla confluenza di Ght per le decisioni che a breve saremo chiamati a prendere. Noi siamo convinti che sia la strada giusta. Il numero dei compagni di viaggio, però, non sarà indifferente. Ecco quindi le coordinate del conto di GHT: a cui inviare i 30 euro 2017 anziché inviarli alla nostra onlus Iban IT 98 B 0200805186 0001 28 62 886 o donazione via web con carta di credito al link http://www.ghtelemedicine.org/site/

UN SEME DEL CHICCO IN TANZANIA, IL SOSTEGNO DI NICO ALL’IMPEGNO DEL NOSTRO SOCIO GIOVANNI TORELLI, DIRETTORE PER UN ANNO DELL’OSPEDALE DI TOSAMAGANGA CON CUAM- MEDICI PER L’AFRICA.

Il nostro socio fondatore Giovanni Torelli da settembre scorso dirige per un anno l’ospedale in Tanzania di Tosamaganga, su incarico di Cuamm-Medici per l’Africa di cui fa parte. A Giovanni, a sua moglie -anche lei medico e nostra socia fondatrice- Alessandra Canneti e ai loro ragazzi che hanno deciso di condividere con lui questa esperienza, va l’augurio di buon lavoro e l’ammirazione di tutta l’associazione Nico i Frutti del Chicco. Come segno concreto del nostro sostegno abbiamo deciso di finanziare con 2.000 euro un progetto in favore dei pazienti più piccoli dell’ospedale di Tosamaganga ora diretto da Giovanni.

UN SEME DEL CHICCO ANCHE QUEST’ANNO AD HAITI ALLA CASA FAMIGLIA “LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI” , DOPO IL DEVASTANTE URAGANO ANDREW

Ci è sembrato giusto non far mancare infine il sostegno della nostra associazione alla raccolta di fondi promossa dai nostri amici della casa famiglia di Haiti “la Maison de Petits du Diquini” per la ricostruzione della case devastate quest’anno dal terribile urgano Andrew. Abbiamo versato loro 1.000 euro, ovvero quanto necessario per raggiungere la cifra che serviva per ricostruire il tetto.

Un grande abbraccio a tutti
Giovanni con Alessandra, Carlotta, Stefania, Luca, Matteo e Stefano

RINNOVO QUOTE 2015, IMPORTO QUOTE 2016

Prima di entrare nel vivo delle comunicazioni, invitiamo tutti i nostri soci che non avessero ancora rinnovato l’iscrizione per l’anno 2016 a provvedere entro la fine dell’anno, versando la quota annuale di 30 euro sul conto dell’associazione, secondo le diverse modalità possibili indicate nella home page del sito www.nicoifruttidelchicco.org. Ricordiamo che, in particolare, i bonifici bancari possono essere fatti utilizzando l’Iban IT 29I0 760 1032 0000 00859 12392, mentre i versamenti su bollettino postale vanno effettuati sul conto 85912392 intestato “Associazione Nico i frutti del Chicco – Onlus”. Sconsigliamo e saremo grati se invece potessero essere evitati i versamenti on line dal sito tramite carta di credito, ove si stanno creando problemi di diversa natura che nel corso di quest’anno saranno eliminati.

LA ONLUS SENZA SAFA’, IL CICLO SI CHIUDE. NEL 2016 NUOVE POSTAZIONI DI TELEMEDICINA IN AFRICA

A seguito di una ponderata riflessione Presidenza e Direttivo ritengono di non voler proporre per il 2016 progetti da realizzare in proprio ex novo sulla falsariga di quanto fatto in questi dieci anni con le scuole Nicolò alla Safà insieme ai Canonici, volendo invece impegnarsi ancora nel radicamento della telemedicina in Africa e dell suo utilizzo in particolare a favore dei bambini, grazie alla collaborazione con Ght Onlus, oltre naturalmente al mantenimento delle scuole esistenti e degli studenti della Safà.

In questo senso è stata già finanziata a inizio anno ed è ora in funzione LA QUINTA POSTAZIONE NICOLO’ DI TELEMEDICINA A KONACRY IN GUINEA, dopo le due in funzione in Malawi, quella in Togo e quella in Centrafrica. La telemedicina ci sembra infatti una forma di assistenza e cooperazione molto convincente, efficace, attuale, con notevoli potenziali espansivi a cui si può concretamente contribuire seriamente e con risultati notevoli ed evidenti. Inoltre la fortunata e sperimentata conoscenza e collaborazione sulla telemedicina con Ght onlus avviata in questi anni, a giudizio del Direttivo ci offre una possibilità concreta e sperimentata di controllo e garanzia sulla destinazione dei nostri finanziamenti, serenità e affidabilità pari a quella che ci ha accompagnato in questi dieci anni nella raccolta di fondi per le scuole Nicolò della Safà grazie a serietà e amicizia di don Sandro e don Mauro dei Canonici Lateranensi.

Abbiamo inoltre chiesto e ottenuto da Ght, felice come noi della feconda collaborazione di questi anni, l’impegno ad associare alcuni di noi nella loro organizzazione per organizzare e coordinare insieme insieme il potenziamento in particolare della telemedicina pediatrica i Africa. I nostri consiglieri Matteo Rizzolli e Luca Tortorolo, uno responsabile in questi anni dei nostri rapporti con Ght e l’altro di professione pediatra- svolgeranno nel 2016 funzioni insieme di garanti e promotori di nuove collaborazioni in Africa fra le nostre due realtà associative.

Con l’auspicio che in particolare il Centrafrica resti sede preferenziale dei nuovi interventi, dopo la prima postazione aperta insieme nel 2015 a Banguì al centro “Joie de vivre“ di Amici per il Centrafrica. Centro sul quale di recente è stata effettuata una pubblicazione dalla rivista on line medicinadigitale.it. A questo proposito abbiamo purtroppo il dovere di informarvi della recente scomparsa della fondatrice di “Amici per il Centrafrica” Carla Pagani: una donna straordinaria con la quale abbiamo avuto l’onore di collaborare prima nell’invio di aiuti umanitari in Centrafrica nel 2014 e poi, lo scorso anno, nell’apertura del nuovo centro italiano di assistenza all’infanzia a Banguì il cui centro sanitario che ospita la postazione di telemedicina Nicolò verrà ora a lei intestato: “madame Carlà”. La ricordiamo con profonda riconoscenza, affetto, ammirazione.

IL SOSTEGNO ALLE SCUOLE NICOLO’ E ALLA COMUNITA’ DI SAFA’.

E’ stata purtroppo annullata la missione che avevamo programmato per questo periodo dell’anno alla Safà, per conoscere le nuove gestioni e accompagnare don Mauro e/o don Sandro in una “verifica”. Le ragioni della decisione sono state diverse: sicurezza, logistica, difficoltà organizzative. Ne siamo dispiaciuti. Ma siamo altresì convinti, e come noi don Sandro, che forse sarebbe stato sbagliato dare un segnale ancora di presenza diretta quando di fatto così più non è e non potrà ancora essere. Con Sandro fin dall’inizio avevamo immaginato che la nostra doveva essere una semina per far provare poi la comunità a camminare con le proprie gambe. Non sta a noi dare giudizi sui risultati. Né, probabilmente, è utile farlo. I fatti sono sufficienti. In questi dieci anni la semina di frutti del Chicco ha consentito a quelle comunità di avere scuole che prima non c’erano e che sono rimaste aperte anche nei periodi più difficili vissuti negli ultimi anni dal Centrafrica, quando il servizio scolastico pubblico è stato interrotto. Ora quelle scuole hanno una gestione diversa, riteniamo di brave persone, ma di cui certo non ci sentiamo né abbiamo la possibilità di fare da garanti. A giudizio dello stesso Sandro, inoltre, non spronarli ancora all’autosufficienza mostrandosi presenti come prima non farebbe il loro bene. D’altra parte, inevitabilmente, gli effetti delle novità alla Safà non potevano non farsi sentire anche in Italia. L’esperienza in nome di Nico è legata a quelle scuole e a don Sandro che ce la propose. All’inizio doveva essere una sola scuola: l’asilo. L’associazione è nata né più né meno per dare a Sandro la possibilità di realizzare quel progetto con ragionevole serenità. Per questo all’associazione si è dato il nome di Nico. Così in questi anni è stato. E così le scuole Nicolò sono diventate due. Senza mai far mancare, più in generale, il sostegno a tutte le altre scuole e iniziative messe in campo alla Safà. L’associazione era nata per un progetto, da sempre pensata a tempo. E’ durata dieci anni. Ora, rientrati Sandro e Mauro in Italia, è tempo che le scuole Nicolò si muovano autonomamente sulle gambe della comunità di Safà.

Né i genitori di Nico né questo Consiglio direttivo intendono cercare altrove una “nuova Safà”, consapevoli che altri Sandro e Mauro di loro conoscenza non ce ne sono e che comunque – i genitori di Nico ne sono convinti- dopo Safà il percorso della semina di Nico sia concluso. La raccolta fondi del 2016, per la prima volta, non sarà dunque destinata a Safà ma andrà prevalentemente a progetti di telemedicina con Ght. Pur continuando ancora a destinare al sostegno degli studenti di Safà, tramite Sandro e Mauro, buona parte di quanto già in cassa dell’associazione.

Sandro e Mauro sanno che almeno il 50% di esso è a loro disposizione ed entro la fine del 2016 sarà versato in su un conto che i Canonici Regolari hanno in Italia per continuare a sostenere Safà, di cui Sandro e Mauro sono depositari e garanti. Un modo per mettere in sicurezza le somme, non avendo nessun’altro che loro due la possibilità di verificare in quel remoto angolo di Centrafrica quanto, quando e a chi versare ancora. Saranno poi Sandro e Mauro, ragionevolmente dopo una visita entro l’anno a Safà, a decidere se finanziare ancora i nuovi gestori delle scuole Nicolò o se invece occuparsi direttamente e individualmente del futuro scolastico dei più meritevoli e/o in stato di bisogno fra gli studenti della Safà. E’ brutto a dirsi ma è la realtà: la beneficienza a pioggia e senza conoscenza e presenza diretta sul posto di persone di estrema fiducia in Centrafrica non si può fare.

RACCOLTA FONDI E 5 x 1000 DICHIARAZIONE REDDITI 2016 A FAVORE DELLA TELEMEDICINA GHT

Il ricavato della raccolta fondi 2016 come il 5 x1000 che vorrete ancora destinarci, dunque, andranno prevalentemente a favore del potenziamento della telemedicina Ght in Africa. Così’ come gli incassi che ancora ci sono dovuti dallo Stato per le ultime due annualità di 5 x 1000 a noi destinato dai contribuenti. Per ragioni pratiche, legate ai tempi di pagamento dell’Agenzia dell’Entrate, invitiamo dunque chi volesse accordarci anche quest’anno la sua preferenza a indicare nella propria dichiarazione dei redditi il numero di codice fiscale 97767200583, al posto di quello usato negli anni scorsi. Si tratta del codice fiscale di Ght. Nel 2016 abbiamo preferito non raccogliere ancora in proprio le preferenze dei contribuenti ma convogliare e concentrare le nostre forze sulla telemedicina Ght.

2016, ANNO DI TRAGHETTAMENTO DELLA NOSTRA ONLUS: VI CHIEDIAMO DI FARLO INSIEME CON DETERMINAZIONE E ALLEGRIA

Certi di condividere con voi le emozioni forti che queste novità determinano e grati per l’amicizia, il lavoro e l’impegno di questi 10 anni insieme sentiamo di chiedervi ancora di sostenere con forza e determinazione nel 2016 il “traghettamento” della nostra onlus verso il mondo della telemedicina Ght. Ci piacerebbe ritrovarsi ancora tutti insieme in questa nuova avventura.

Un grande abbraccio a tutti
Giovanni con Alessandra, Carlotta, Stefania, Luca, Matteo e Stefano

Cari amici diNico,
il Consiglio direttivo della Onlus Nico i Frutti del Chicco si è riunito nei giorni scorsi per esaminare il bilancio 2016, deliberare sull’attività dell’anno in corso, preparare l’assemblea di quest’anno chiamata anche a eleggere i nuovi organi dirigenti dell’associazione, a dieci anni dalla nascita della nostra piccola associazione nel 2007. L’assemblea per l’approvazione del bilancio 2016 e le elezioni dei nuovi organi sociali si terrà il prossimo 20 giugno 2017. Presidente e consiglieri uscenti sono unanimemente convinti che il percorso di stretta collaborazione avviato con Ght onlus di Roma per il potenziamento della telemedicina no profit in Africa e nei Paesi più disagiati e che ha portato il presidente Giovanni Tortorolo e il consigliere Matteo Rizzolli a entrare nella governance di Ght sia la strada giusta da perseguire e portare a compimento fino in fondo, dopo la chiusura ormai definitiva della missione centrafricana dei Canonici Regolari Lateranensi con i quali l’associazione ha dato vita alle scuole Nicolò alla Safà. Per questa ragione Presidente e consiglieri uscenti collegano tutti una loro nuova candidatura alla guida della onlus Nico i Frutti del Chicco all’assemblea di giugno esclusivamente a un chiaro mandato a far confluire nei tempi e alle condizioni migliori la nostra associazione in Ght Onlus, per un’ottimizzazione di risorse ed energie nella telemedicina no profit. Una scelta definitiva per il futuro rafforzata anche dalle numerosi reazioni di consenso alla confluenza in Ght suscitate dalla newsletter di fine 2016 che l’ha prospettata. E’ stato dunque fissato al prossimo 15 aprile il termine per le iscrizioni 2017 e al contempo per presentare tramite email al Presidente eventuali altre candidature alla guida della Onlus Nico i Frutti del Chicco per l’assemblea del 20 giugno. Se non ve ne saranno, i consiglieri uscenti si ripresenteranno per un’ultima consiliatura con il mandato di portare a termine il percorso di confluenza. Parimenti entro il 15 Aprile è stato fissato il termine per le iscrizioni 2017 alla nostra associazione, per chi non ritenga di voler aderire all’invito di sostenere Ght già dall’anno in corso. A tutti dispiace profondamente separaci dal nome di Nico. Ma farlo per mettere definitamente a dimora le radici che i suoi semi e i suoi frutti hanno prodotto è una scelta di vita. Siamo infatti convinti che per animus operandi, semplicità, concretezza, potenzialità la telemedicina no profit di Ght sia la terra migliore dove radicare i frutti del Chicco i cui semi abbiamo sparso insieme in questi dieci anni. Anche per questo, come già lo scorso anno, chiediamo di destinare a Ght la quota del 5 x 1000 Irpef disponibile.

Ancora un grazie sinceramente profondo per fiducia, sostegno, collaborazione e amicizia di questi dieci anni.
Giovanni con Alessandra, Carlotta, Stefania, Luca, Matteo e Stefano.