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Cari amici di Nico

E’ IL MOMENTO DEL CINQUE PER MILLE, CONTIAMO ANCHE QUEST’ANNO SU DI VOI!

Prima di  iniziare il consueto aggiornamento di primavera ricordiamo a tutti che, anche quest’anno, è possibile destinare il 5 per 1000 della dichiarazione Irpef anche alla nostra piccola associazione. Farlo è semplice: basta indicare il nostro codice fiscale in sede di dichiarazione dei redditi, ovvero: 97486230580. In tempi di spending review sia pubblica che familiare, la destinazione del 5 per 1000 alla nostra Onlus è un aiuto concreto e importante al finanziamento delle scuole Nicolò in Centrafrica e agli altri frutti del Chicco seminati e seminanti insieme, in questi anni. Ai soci inoltre ricordiamo che sono in pagamento le quote associative 2014: 30 euro per un anno, come da tradizione. Le quote -come le donazioni- si possono pagare con versamento su bollettino postale sul conto numero 85912392 o con bonifico bancario tramite Iban IT29I0760103200000085912392 sul conto bancoposta  intestato Associazione Nico i frutti del Chicco-Onlus.  Si può anche utilizzare il versamento on line tramite carta di credito collegandosi alla home page del sito dell’associazione (http://www.nicoifruttidelchicco.org)- ma in questo caso è più difficile poi usufruire dei benefici fiscali riconosciuti per i versamenti alle Onlus.

LA ONLUS AL TERZO  GIRO DI BOA, A GIUGNO SI RINNOVA IL DIRETTIVO

Il prossimo 8 Giugno è convocata a Roma l’assemblea annuale della nostra associazione che, oltre ad approvare il bilancio come tutti gli anni, dovrà anche rinnovare il nostro Consiglio Direttivo. Siamo infatti arrivati a un nuovo giro di boa: il triennio 2014-2017 sarà infatti il terzo di vita e impegno comune in nome e in ricordo di Nico. Stefania Lattuille, Carlotta Luciani, Alessandra Rimini,  Stefano Massari, Matteo Rizzolli, Luca Tortorolo sono, insieme a me, i Consiglieri uscenti. Una squadra, costantemente supportata in consigli e decisioni da altri soci, a partire da Nuccia Bianchini e Giuseppe Tortorolo, il cui apporto prezioso è sale per le nostre attività.  Una squadra che è disponibile, se l’Assemblea lo confermerà, a gestire ancora per tre anni la nostra piccola Onlus con  l’obbiettivo primo di mantenere il nostro finanziamento alle scuole centrafricane Nicolò della Safà fintanto che – sperabilmente- riescano a conquistare la loro autonomia rispetto alla missione di don Sandro e don Mauro che le ha realizzate. Da questo punto di vista il processo di automatizzazione è andato avanti nonostante quanto sta accadendo in Centrafrica. Don Sandro e don Mauro sono determinati a far funzionare le scuole e non cambiare il loro progetto iniziale fintanto che le condizioni lo consentiranno.

Quanto alla nostra associazione e al rinnovo degli organismi dirigenti, lo Statuto consente il massimo della partecipazione e del coinvolgimento dei soci: sia in termini di idee e proposte che di responsabilità. L'assemblea di giugno, partecipandovi direttamente o per delega, è la sede giusta per acquisire pareri, proposte, disponibilità da tutti i soci.  Con la solita preghiera ai soci che troveranno in allegato convocazione e delega per l’assemblea. Siccome il numero dei presenti che risulterà dal verbale può avere il suo valore a diversi fini, tanto più nell'anno in cui si rinnovano anche gli organismi di vertice, cercate di utilizzare la delega se vi è impossibile partecipare di persona. Ricordando che, per essere ammessi al voto in assemblea, come per essere eletti nei nuovi organismi dirigenti, bisogna essere già in regola con il versamento della quota 2014. E che  ciascun socio non  può esser portatore di più di 5 deleghe.

LA SITUAZIONE REPUBBLICA CENTROAFRICANA E ALLE SCUOLE NICOLO’ DELLA SAFA’

L’instabilità, l’incertezza e la violenza restano, purtroppo, ancora la cifra che caratterizza il Centrafrica, anche se dal punto di vista della politica internazionale non c’è dubbio che si registrano passi in avanti. A Settembre arriveranno 12.000 caschi blu in Centrafrica. Ne faranno parte 10 mila soldati e 1800 agenti di polizia. Subentreranno ai circa 6000 soldati della forza africana “Misca”, costituita da contingenti di Burundi, Camerun, Congo, Repubblica democratica del Congo, Gabon, Guinea equatoriale e Rwanda. Il comando della futura missione ONU, con un mandato iniziale fino ad aprile 2015, dovrebbe essere affidato a un africano. Protezione dei civili e degli operatori umanitari, mantenimento dell’ordine, sostegno alla transizione politica, tutela dei diritti umani e arresto dei responsabili di violenze e violazioni. Saranno queste le azioni prioritarie dei peacekeepers, chiamati anche ad addestrare le truppe centrafricane e a monitorare l’embargo sulle armi. Inoltre, come l’Onu si appresta a sostituire e rafforzare la missione finora solo africana, così l’Unione Europea ha deciso di non lasciare sola la Francia. E ha autorizzato una missione europea multinazionale di un migliaio di militari sotto il comando francese, alla quale l’Italia prende parte non con soldati in funzione di peacekeeping, ma con genieri in funzione di supporto alla bonifica e alla pianificazione della ricostruzione. L’intervento internazionale è senz'altro un aiuto al governo della nuova presidente Samba Panza, insediata da gennaio con il compito di pacificare il Paese e dargli una nuova Costituzione. Ma in sé non risolve il conflitto interno al Centrafrica fra la fazioni estremiste filo musulmane (ex Seleka) e filo cristiani (anti balaka) che continuano a fronteggiarsi. Con il fondato sospetto che la componente integralista islamica che aveva fatto un anno fa il colpo di Stato della Seleka e che a fine 2013 è stata a sua volta deposta, sia in fase di riorganizzazione  e di ripresa dell’iniziativa dopo le persecuzioni subite dagli pseudo cristiani delle squadracce di antibalaka. Insomma, violenze (è di questi giorni la notizia di un sacerdote ucciso e mutilato e di altri rapiti e poi liberati), saccheggi, miseria,  malattie, carestia, rischio genocidio, bambini soldato sono emergenze tutt'altro che superate. Con centinaia di migliaia (su cinque  milioni circa di abitanti  del Centrafrica) di profughi in fuga e migrazione, molti dei quali bambini.

Come detto, Sandro e Mauro hanno deciso di restare alla Safà e tenere aperte le scuole, l'ospedale e le varie attività della missione, determinati a non voler disperdere il lavoro di questi anni e non far tramontare la speranza di un Centrafrica non più tribale che lo ha animato. Noi non possiamo che sostenerli nelle forme e con le forze che disponiamo e che ci saranno richieste. Il che comporta che, almeno per il 2014, a differenza degli anni precedenti, non sono né preventivabili né predefinibili i nostri interventi in Centrafrica, diventato ora fra i tre Stati al mondo classificati attualmente -dalla cooperazione allo sviluppo- con il livello massimo  di emergenza umanitaria: livello 3, insieme a Siria e Sud Sudan. Nel caos e nell'incertezza, la missione della Safà e le scuole Nicolò  hanno finora continuato a funzionare, fatta eccezione per limitati stop and go. Certo con minore affluenza degli anni passati (soprattutto all'asilo), ma se si considera che le scuole pubbliche sono pressoché tutte chiuse da molti mesi, si comprende anche di più che valore ha il lavoro che Sandro e Mauro, con determinazione e per scelta, continuano a svolgere. Così’ come sono determinati a portare a termine i lavori di edilizia che mancano per completare le strutture del liceo Nicolò che pure già funziona da anni.  Siamo e saremo loro accanto in tutte le necessità in cui  potremo soccorrerli, nelle forme e con i mezzi che ci saranno richiesti fin dove possibile. La nostra associazione è nata per far nascere le scuole di Nico alla Safà in Centrafrica e il nostro sostegno non mancherà fintanto che sarà possibile e richiesto da don Sandro e don Mauro.

L’INVIO DI NOSTRI AIUTI UMANITARI  ALLA  SAFA’

In questo senso siamo riusciti in extremis a ricavare un po’ di spazio anche per tre pallet di aiuti umanitari (medicinali, viveri, materiali sanitari di primo soccorso) destinati alla Safà, sul volo umanitario messo a disposizione dalla Cooperazione allo Sviluppo italiana del ministero degli Esteri  che ad Aprile è volato dall’Italia a Banguì. Al Link http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2014/20140409_video_09425992/00020003-centrafrica-  trovate il video pubblicato dal Sole 24 Ore in cui se ne parla (e si parla anche di noi). L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione con altre associazioni di volontariato in Italia, che aiutano strutture di assistenza e soccorso in Centrafrica,  a partire da “ManiVerso”, “Amici per l’Africa” e “Amici per il Centrafrica”, con cui siamo rimaste in contatto,  qualora vi fosse l’opportunità di nuove iniziative comuni. Purtroppo per alcune vicissitudini a Safà è giunto un po’ meno di quanto avevamo promesso. In ogni caso aiuti per loro provvidenziali: un altro frutto del Chicco.

GLI ALTRI FRUTTI DEL CHICCO 2014: IL CENTRO DI TELEMEDICINA “NICOLO’” IN MALAWI E LA GHT

Non potendo quantificare l’impegno del 2014 per le scuole Nicolò in Centrafrica abbiamo iniziato l’anno mettendo comunque a dimora un nuovo seme del Chicco. Abbiamo finanziato l’apertura del centro di Telemedicina “Nicolò” che da qualche settimana è in funzione in Malawi presso (http://www.ghtelemedicine.org/#!vuoto/cbla) presso l’ospedale di Mtenga Wa Ntenga. Il centro da noi finanziato è stato realizzato dalla Ght Onlus che opera nell'ambito del progetto Dream della Comunità di Sant'Egidio.

I progetti sono coordinati dal dott. Michelangelo Bartolo, direttore del centro di telemedicina dell’ospedale dell’Addolorata di Roma, pioniere della tele-assistenza italiana in Africa (di cui racconta nel suo primo libro “la Nostra Africa – cronaca di un viaggio di un medico euro-africano” edito da Cangemi). Con Ght Onlus e Bartolo siamo rimasti in contatto e stiamo progettando un possibile secondo centro  di telemedicina Nicolò in Africa entro l’anno. E, soprattutto grazie ai pediatri della nostra associazione, si sta lavorando a un loro contributo nel rafforzare la telemedicina pediatrica, nei paesi poveri dell'Africa assai preziosa. Il tutto nella speranza che prima o poi le condizioni rendano possibile pensare  anche centri di telemedicina  in Centrafrica, magari alla Safà. Vi ricordiamo,infine, che lo scorso anno avevamo messo a frutto semi del Chicco anche in Costa d'Avorio, finanziando la scuola di alfabetizzazione di Saint Laurent della Comunità di Villaregia(http://www.nicoifruttidelchicco.org/styled/index.html). E ad Haiti,  a favore dei piccoli amici di Nico della  Maison des Petits du Diquini (http://www.nicoifruttidelchicco.org/news/files/category-haiti.html.) Valuteremo nella seconda parte dell'anno se ci saranno le condizioni per ripetere anche nel 2014 una forma rafforzamento del legame che ormai ci lega soprattutto con i bambini haitiani della casa famiglia. Piccoli frutti e piccoli passi.  Che segnano il sentiero iniziato insieme nel nome di Nico otto anni fa.  Auguri a tutti  per i prossimi  tre.