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Cari amici di Nico
il 2014 si apre per noi all'insegna dell'emergenza umanitaria e politica in Centrafrica, di cui finalmente si comincia a parlare anche in Italia e che, purtroppo, sta raggiungendo anche i villaggi della Safà dove in questi setti anni di attività della nostra piccola Onlus abbiamo realizzato e fatto vivere le scuole di Nico grazie a don Sandro e don Mauro.  I quali hanno pubblicato sabato, sul profilo facebook della missione, un appello all'Italia che troverete di seguito: una richiesta di parlare di più del Centrafrica in Italia e di non restare con le mani in mano. Sul profilo Facebook della Safà (consultabile al link https://www.facebook.com/pages/Missione-Safà/268984689895912?hc_location=timeline) trovate anche le immagini riprese da Sandro e Mauro di orrori e miserie di questi giorni in Centrafrica, non più solo nella capitale Banguì. Colgo l’occasione anche per informarvi che la quota sociale annua per il 2014 è rimasta invariata a 30 euro.

LA SITUAZIONE IN  REPUBBLICA CENTRAFRICANA

In questi giorni a Bruxelles si decide che tipo di missione dell'Unione Europea mandare in Centrafrica (l'Italia ha già dichiarato di non volervi partecipare) nel tentativo di cercare di evitare il genocidio: il tutti contro tutti  a colpi di machete secondo etnie, religione e colore della pelle cui si è assistito nel decennio scorso in Rwanda potrebbe ripetersi nel Centrafrica. Da novembre a Banguì, con copertura dell'ONU, la Francia di Hollande ha iniziato una sua prima missione che ha affiancato quella dell'Unione Africana. Che a sua volta ha chiesto all'ONU e alla Ue di intervenire. Le missioni africane e francesi hanno favorito la destituzione dal potere della Seleka (l'alleanza di varie tribù, etnie e gruppi religiosi che a Pasqua 2013 aveva fatto il colpo di Stato contro il  precedente Presidente-dittatore filo francese) e del presidente da lei nominato islamista, che stava trasformando in questi mesi il Centrafrica in nazione integralista islamica e terra  di persecuzione e massacro di altre etnie e religioni. Ma non riesce a stabilizzare il Paese. E mentre l'Unione Europea, decide se, in che modo e con quali paesi intervenire, a Banguiì è stata nominata una donna, la ex sindaco della capitale Catherine Samba Panza, nuovo capo dello Stato provvisorio nel difficilissimo tentativo, attraverso un lavoro di riconciliazione nazionale, di far sì che l'anarchia di cui il Centrafrica è ora in balia sfoci inevitabilmente in un nuovo Rwanda, un nuovo Sudan, una nuova Somalia dei tempi più drammatici.

LA SITUAZIONE ALLA  SAFA' E LE SCUOLE DI NICO

Le scuole di Nico, l'asilo e il liceo, come tutte le scuole della missione, sono al momento chiuse. Avevano provato a riaprire dopo le vacanze di Natale e Capodanno ma sono state richiuse. La scorsa settimana infatti le violenze sono arrivate anche alla Safà e ora molte famiglie hanno lasciato per paura i villaggi e sono andate a nascondersi con  i figli nella giungla dove è più difficile essere colpiti. Quello che succede in Centrafrica infatti è nient'altro che pura follia: qualunque pretesto è buono per massacrarsi fra etnie e religioni diverse. Il casus belli alla Safà è stata una bravata di un gruppo di ragazzi sbandati e ubriachi che di notte, nel villaggio di Poto Potò  non troppo distante da quello di Bernabeng dove hanno sede missione e scuole della Safà, ha cercato di impadronirsi di un gregge di pecore nel terreno  di proprietà di un colonnello della Seleka, la coalizione filo islamica da poco deposta da potere. Il colonnello per rappresaglia ha fatto a pezzi quattro dei ragazzi e incendiato e raso al suolo una trentina di casa alla ricerca degli altri, minacciando di ripetere presto la devastazione in altri villaggi per invitare alla delazione sull'identità dei responsabili. Da qui la fuga in massa dai villaggi della Safà verso la giungla per nascondersi. E la presenza ora davanti alla casa della missione e alle scuole di Nico di decine di famiglie (un centinaio di persone destinato ad aumentare) dei senza casa che non hanno parenti o amici nella giungla dove ripararsi. Stanno fuori dei recinti (quello da noi finanziato lo scorso anno attorno al liceo è finito durante le vacanze di natale). Sandro e Mauro stanno facendo il censimento dei rifornimenti ancora a disposizione. E' probabile che in questi giorni le scuole verranno riaperte all'ora di pranzo per sfamare almeno i bambini degli sfollati...

L'ATTIVITA' DELLA  NOSTRA ONLUS NEL 2014

Con Sandro e Mauro siamo in contatto frequente. La richiesta di aiuto che ci viene e a cui intendiamo aderire è duplice. Da un  lato, tenere i riflettori il più possibile accesi sull'emergenza Centrafrica, ciascuno secondo le proprie conoscenze e attività perché la presenza internazionale in Centrafrica è il maggior deterrente contro il rischio genocidio. E l'interesse dell'opinione pubblica è la migliore forma di pressione sugli Stati occidentali chiamati a decidere se e cosa fare. Dall'altro lato, come Onlus di Nico, dobbiamo essere in ogni momento in grado di corrispondere alle esigenze umanitarie di Safà che ora fanno premio su quelle alla scolarizzazione. E' possibile (probabile) che servano presto medicinali (causa diffondersi violenze e prime epidemie)  e altri aiuti. In questo momento mandare aiuti e denaro è pericoloso e inutile. Sandro e Mauro non possono muoversi dalla missione per ritirare alcunché a Banguì e portarlo a Safà. Non sono possibili né sicure le spedizioni. Va ridotto il più possibile il rischio che  già corre la missione Safà (la sede della missione, le scuole di Nico) di assalti alla ricerca di cibo, denaro, medicine. Come Onlus -e grazie in particolare all'affetto per Safà della nostra socia Titti Giuliano in contatto quasi giornaliero con Sandro- cercheremo di essere il loro referente e sostegno in Italia. Pronti a  cercare di corrispondere  in ogni momento, quando arriveranno, le richieste specifiche di aiuto.  A donatori e soci chiediamo di continuare a sostenerci né più né meno di come fatto negli anni degli passati, con l'aggiunta di parlare il più possibile con chi si conosce della crisi in Centrafrica. Nell'auspicio e nella speranza, condivisi da Sandro e Mauro, che l'emergenza attuale venga superata e che sia possibile almeno ripartire con la vita (e le nostre scuole) nei villaggi.

L'APPELLO DI SANDRO E MAURO DALLA SAFA'.

Ecco il testo  dell'appello all'Italia postato su Facebook sabato notte  dalla missione Safà. Non soffermiamoci sugli aspetti formali, conta la sostanza. Farlo girare il più possibile potrà aiutare. E agli amici di Nico che sono su Facebook ci permettiamo di suggerire di valutare, ove lo condividano, di cliccare  'mi piace' sul sito della missione. Potrà essere un modo concreto per far sentire a Sandro e Mauro la vicinanza di tutti noi. Più difficile che a "piacere" siano  le immagini di dolore e miseria che su quel profilo Facebook (il link è  https://www.facebook.com/pages/Missione-Safà/268984689895912?hc_location=timeline) si possono vedere

Safà 18 gennaio 2014
Amici, dopo domani a Bruxelles si deciderà se dare aiuti militari e altro alla repubblica centrafricana. Bisogna a mio parere, per chi ne ha le capacità e le possibilità, infiammare l'Italia con questa notizia se non vogliamo ritrovarci immersi in un altro genocidio, o guerra dimenticata. Due anni di violenze, stupri, saccheggi, devastazioni, soprusi, uno stato inesistente, un milione di rifugiati interni ed esterni, su 4,5mill di abitanti, tutto è stato distrutto, armi a tonnellate che girano dappertutto, sonnolenza internazionale, ONU incapace di richiamare gli stati alla responsabilità di difendere la dignità umana....Bisogna cominciare a far sapere...FAR SAPERE....L'Italia è uno degli stati che ora profitta dell'instabilità per il contrabbando di diamanti. Siamo in un certo modo responsabili di tutto ciò. E cosa sarà poi se il conflitto inter religioso scoppierà? Un altro Mali, un altro Egitto, un'altra Siria...Terrorismo? Infiltrazioni di gruppi fondamentalisti? Tutto ciò non toccherà anche l'Europa? NO? altre immigrazioni verso l'Italia? e poi discuteremo se ne hanno diritto o non? E noi abbiamo il diritto di piangere se l'euro va in crisi? Quale diritto?
Bisogna far conoscere, diffondere con tutti i mezzi disponibili. Cosa faranno l'Italia e l'Europa lunedì? Orecchie da mercanti? Come d'abitudine? Poi la Rai, o Canale 5 etc ci metteranno gli annunzi di adozioni a distanza? Questo ci rende buoni e ci scusa?
Dobbiamo agire, far conoscere, diffondere, chiamare all'appello tutti e mettere gli occhi sui bambini che non sono i nostri.
Conoscere e dire significa molto. Le Chiese devono aprire i loro finestroni colorati, che impediscono di vedere al di fuori, perchè fissare il SS Sacramento senza percepire il dolore dell'umanità è da bigotti. Gridiamo che tutto ciò deve smettere e deve interessarci!!
GRAZIE