• 1
  • 2
  • 3

Cari amici di Nico e dei ‘Frutti del Chicco’,
è passato un anno dal battesimo ufficiale dell’asilo di Nico alla Safà, quasi due dall'apertura della nostra scuola, circa tre dall'inizio dei lavori nella giungla, quattro da quando -prima in forma individuale e poi in forma associata- abbiamo deciso di impegnarci insieme per fare nascere e sostenere l’asilo. Le cose, qui in Italia, stanno andando davvero bene. Abbiamo chiuso il 2009 con qualche socio in meno del 2008, come fisiologicamente c’era da attendersi dopo il primo anno di vita di una nuova associazione no profit, ma con gli stessi soldi in cassa e a Safà. Ed anche quest’anno possiamo dire con soddisfazione, come certificherà il bilancio che sarà approvato dalla prossima assemblea sociale di Giugno, che la quasi totalità delle nostre entrate viene spesa direttamente in Centrafrica. Grazie alla generosità dei sempre maggiori donatori per il nostro asilo e il rispetto dell’impegno preso da tutti noi di ridurre al minimo le spese di qualunque natura nel nostro Paese a vantaggio dell’investimento diretto nei villaggi. Anche dal nostro asilo le notizie che abbiamo sono più che buone. Sono da poco rientrate in Italia due persone che hanno trascorso un po’ di tempo con Sandro e Mauro alla Safà per dare loro una mano e, nonostante i molti problemi che in questo momento ci sono nei villaggi, ci hanno raccontato di come l’asilo resti una realtà felice e di successo in un contesto che invece purtroppo continua ad essere assai duro, difficile, alle volte ostile. Don Giuseppe è il superiore dell’ordine a cui appartengono Sandro e Mauro ed alla Safà ha trascorso due settimane in Gennaio. Ci ha raccontato di aver trascorso diverso tempo all'asilo e di avere visto in quelle ore, forse, la realtà migliore della Safà. Alberto, invece, è un ragazzo che alla Safà ha trascorso tre mesi, affiancando la responsabile sanitaria della missione – Suor Therese- in una specie di ‘censimento sanitario’ di base che ha riguardato soprattutto i bambini. Ecco cosa scrive nel suo diario di quella sua prima esperienza africana:
“Ho visto in funzione l’asilo “Nicolò”, il lavoro degli insegnanti ma soprattutto quello dei bambini: ho assistito ad una bella recita natalizia, diverse scenette mettevano in risalto temi importanti come i diritti dei piccoli o alcuni consigli utili per la salute. Erano stati invitati anche i genitori, che in certi momenti sembravano capire poco di quello che volevano dire i propri figli. Il lavoro che con molto impegno i Padri cercano di portare avanti è l’unica via per sensibilizzare e far maturare dei valori  nelle persone. Ed i risultati si vedono.  Chi entra nella  scuola elementare, dopo aver frequentato l’asilo, ha una marcia in più degli altri;…”.

Le sue parole non possono che farci piacere e incoraggiarci ad andare avanti. Ma il suo racconto, come le notizie che ci arrivano da Sandro, non si limitano soltanto all'asilo. Sono infatti la cronaca di villaggi dove, nonostante gli sforzi e l’impegno di tanti, la violenza e la prepotenza la fanno ancora da padroni. Sandro si è trovato costretto a denunciare e fare arrestare, insieme al capo villaggio, alcune delle sue stesse sentinelle addette alla sicurezza della missione. Si sono verificati infatti furti –soprattutto di cemento- e loro ne erano i responsabili. Ora sono finiti in prigione e il capo villaggio è stato rimosso e sostituito ma, accanto alla delusione e allo sconforto di vedere che ti tradisce chi ti è più vicino dopo anni di lavoro al servizio della comunità, si pone ora un problema di esposizione di Sandro e della missione a possibili ritorsioni. Che nella giungla possono avere diverse forme e natura. In ogni modo questo non deve e non può scoraggiarci, come non scoraggia Sandro, per quanto amareggiato e deluso. Al contrario, per il tempo e nelle forme che sarà ancora possibile, deve spronarci a sostenere ancora di più il loro impegno per i bambini, davvero unica speranza di un Centrafrica –che fra pochi ??????????MESI??????? andrà ad elezioni in un clima piuttosto violento- domani diverso. Avanti, dunque, con il nostro piccolo impegno. La quota sociale 2010 resta invariata: 30 euro da versarsi entro la fine dell’anno, anche se diversi soci hanno già provveduto.

Un grazie e un saluto affettuoso da parte di tutto il direttivo della Onlus ‘Nico i frutti del Chicco’