• 1
  • 2
  • 3

Carissimi, nel ringraziarvi di cuore per il grande aiuto che stiamo riuscendo a dare alla comunità centroafricana di Safà nella costruzione del loro primo asilo, è arrivato il momento di un aggiornamento sullo stato dell’arte e delle novità che riguardano il progetto nel quale insieme ci siamo impegnati.

I primi due mesi di raccolta per i 40 mila euro necessari per il 2007 (40 per la realizzazione, 12 per il primo anno di funzionamento) affinché il ‘Jardin d’Enfance Nicolò’ possa aprire i battenti sono stati un successo. A fine Gennaio abbiamo potuto consegnare i primi 12 mila euro frutto della nostra raccolta a don Giuseppe Cipolloni, superiore in Italia dell’ordine cui appartiene la missione dove sorgerà l’asilo e che era in partenza per qualche settimana in Africa. Se a questa prima somma aggiungiamo altri soldi che il nostro amico Sandro aveva ricevuto in precedenza dalla nostra famiglia e ulteriori 8 mila euro che nel solo mese di febbraio sono nuovamente affluiti sul conto del ‘Jardin d’Enfance Nicolò’, possiamo essere di che soddisfatti: all'inizio di marzo abbiamo superato la metà di quanto ci serve raccogliere entro quest’anno. Il che ci fa ben sperare per i prossimi mesi del 2007. Ma soprattutto ci fa piantare un primo fondamentale paletto qui in Italia, proprio mentre giù a Safà hanno finito di disboscare e bonificare il campo dove l’asilo di Nico nascerà e iniziano a mettere le palizzate per la recinzione e le fondamenta: l’asilo di Nicolò in Africa si farà sicuramente, ora resta da vedere in quanto tempo.

Le adesioni, l’impegno, la solidarietà e in alcuni casi anche l’entusiasmo che hanno sostenuto prima l’idea e ora la realizzazione del ‘Jardin d’ Enfance Nicolò’ a Safà sono state e continuano ad essere preziosissimi e fondamentali, prima e ancor più degli importi economici: il motore più potente per la decisione di andare avanti. Per dare il senso della partecipazione, accanto alla pioggia di contribuzioni individuali, ci sono stati amici che hanno deciso di fare di questo progetto la ‘bomboniera’ del loro matrimonio (dando a noi l’equivalente di quella loro voce di spesa), ci sono stati “passa parola” che si sono attivati e hanno varcato con successo l’Oceano (con tante scuse a chi ha avuto problemi con i bonifici dall'estero, per la diversità di coordinate bancarie rispetto a quelle fornite), casse comuni che hanno coinvolto amici e parenti, casse comuni fra colleghi di lavoro in diverse redazioni, uffici, posti di lavoro. La seconda elementare di una scuola pubblica di Roma, in contatto con Safà da qualche tempo, ha invece preso l’iniziativa per un ‘gemellaggio’ con i bambini della scuola primaria, con scambio di lettere, fotografie, informazioni, raccontini. Un altro amico che lavora al Pam (il fondo alimentare mondiale della FAO) farà il possibile, quando sarà il momento, per dare una mano per la ristorazione dell’asilo. Da ultimo, poi, è di pochi giorni fa la notizia che due ragazzi che si sposeranno a maggio nella Basilica romana di Sant'Agnese, Lucia e Matteo, hanno deciso di fare dell’asilo di Nico a Safà la loro ‘lista di nozze’: a loro insieme al nostro grazie, vanno certamente gli auguri anticipati da parte di tutti noi (e se cliccate su www.sole-luna.eu -sito che racconta del loro matrimonio- potrete trovare a breve una pagina web dedicata all'asilo, con qualche immagine di Safà e dei suoi numerosissimi bambini).

Il bilancio di questi primi tre-quattro mesi, dunque, offre l’immagine di una rete che si è distesa e che al momento appare ben salda. Sta a noi continuare ad aggiungere maglie e fare in modo che non si disperda. Ma se le premesse e l’inizio sono questi, direi che si può davvero sperare bene. C’e’ infatti una caratteristica ed una sottolineatura che appaiono comuni alle motivazioni con cui molte persone hanno aggiunto la loro maglia alla rete: la volontà di partecipare in prima persona a un progetto concreto di solidarietà per l’Africa in nome di Nicolò come protagonisti e non solo ‘finanziatori’. Quello che abbiamo insieme avviato vuole essere assolutamente questo. Il lavoro, di certo, non manca.

Per avere un’idea della realtà nella quale abbiamo deciso di operare, alcuni numeri possono aiutarci a farci essere più vicini a loro. La platea dei bambini di Safà in età da scuola elementare è di circa 4.500 in un’area estesa più o meno come il Piemonte e nella quale le scuole primarie sono in tutto tre: due del governo centroafricano ed una della missione guidata da Sandro. Le due scuole ‘pubbliche’ (la definizione fra virgolette è d’obbligo perché il sistema di istruzione centroafricana è comunque a pagamento, quale che sia la proprietà delle scuole) sono frequentate da circa 2000 ragazzi, quella di Safà da 500. Gli insegnanti di quest’ultima sono in tutto tre –il loro stipendio mensile medio è di 25 mila franchi centroafricani, pari a circa 40 euro- e si dividono in tre turni. La percorrenza media giornaliera che ogni bambino fa a piedi per raggiungere la scuola e tornare al proprio villaggio varia dai 6 ai 26 Km; il solo pasto giornaliero, ovviamente, è quello che viene consumato a scuola. In tutta quest’area non esiste alcun centro per bambini al di sotto dell’età scolare: il primo asilo sarà quello di Nicolò.

Questo spiega la grande partecipazione che ‘le mamme di Safà’ hanno messo nel nostro progetto: sono state loro a farsi carico di bonificare il campo per l’asilo dei loro bambini. Ma questo ci dice anche come l’asilo sia solo uno fra i tanti progetti che a Safà -un’area di villaggi che si sta facendo comunità- sono in piedi: è di queste settimane la posa della prima pietra per una seconda scuola elementare, insieme alla decisione di utilizzare l’avvenuta bonifica del campo per l’asilo di Nico per realizzare finalmente anche un primo ospedale materno-infantile. Va da sé che ciascuno di questi progetti comporta non solo una fase di realizzazione ma anche una di mantenimento: nel nostro caso, dopo le mura e il tetto, serviranno i banchi, i quaderni, le matite, i rifornimenti alimentari e sanitari, etc, oltre e soprattutto alla formazione degli insegnanti.

La regola che Sandro ha imposto a Safà è che nulla sia pura e semplice ‘beneficenza’ ma tutto possa/debba concorrere a responsabilizzare le persone e le famiglie nei loro diritti-doveri. Nessun finanziamento, dunque, raggiunge direttamente le persone, ma è la missione che propone occasioni di formazione, lavoro, impiego in cambio di denaro. La scuola stessa è a pagamento, con l’impegno di mettere i genitori in grado di lavorare e guadagnare, ma al contempo cercando di educarli a impegnarsi e spendere per la formazione dei figli.

Del pari –la comunicazione è per chi ne ha fatto richiesta– le adozioni a distanza a Safa sono possibili ma solo per le ‘mamme di Safa’ e non per i bambini. E’ possibile, cioè, non mantenere lo studio di un singolo bambino ma farsi carico e sostenere la sua mamma, aiutandola a rendersi autonoma ed autosufficiente insieme alla sua famiglia. Sono solo alcune delle cose che insieme potremo imparare sulla vita in Centroafrica e, più in generale, nel continente nero, se e per il tempo che decideremo di mantenere noi il funzionamento a Safà del Jardin d’Enfance Nicolò. Ora, comunque, dobbiamo continuare per quanto ci è possibile a impegnarci perché il nostro piccolo ‘Jardin d’Enfance’ si realizzi: il nostro impegno è questo.

Un affettuoso saluto e ringraziamento, anche da parte dei piccoli di Safà. Con il pensiero ancora una volta grato a Nicolò, a due anni dalla sua mai spiegata partenza.