La missione centrafricana della Safà


Dal 2004 i padri canonici regolari lateranensi hanno attivato una missione nella Repubblica Centrafricana. La Missione di Safà per l'appunto. La scuola é al centro dell’attività missionaria dei nostri amici Don Sandro e Don Mauro: sono circa 800 i bambini centrafricani che frequentano le scuole da loro aperte e dirette, in alcuni dei dieci villaggi che formano la missione di Safà a loro affidata. Prima di iniziare la collaborazione con noi, non esistevano scuole materne. La decisione diaprirne una insieme con il nome di Nicolò é frutto della convinzione missionaria di fondo del lavoro alla Safà: il tentativo di formare fin da piccoli bambini centrafricani nella coscienza e nel rispetto dell’amore per se stessi e per gli altri come persone e per la vita.

La scuola Materna Nicolò.


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Ospita attualmente una settantina di alunni. Un tetto massimo che Sandro vorrebbe comunque non superare – consentito dalla struttura capiente del nostro asilo- e’ di 110 bambini, indipendentemente dal numero delle richieste che potrebbe anche essere di molto superiore. La scuola materna è divisa in tre classi secondo le età dei bambini, ciascuna affidata alla cura di una maestra. Le tre insegnanti sono coadiuvate da altre tre donne addette alla pulizia della scuola e all’assistenza ai bambini. E’ dotato di una propria cucina dove viene preparato un pasto caldo fornito tutti i giorni ai bambini in una apposita sala mensa, completamente attrezzata. Sul muro della mensa campeggia una grande foto di Nico. La scuola fornisce a ciascun bambino una propria ‘divisa’ (pantaloncini e maglietta in doppio colore celeste e bordeau) da indossare nell’orario scolastico. Viene ogni giorno lasciata a scuola che ne ha in carico la pulizia e la cura. L’orario scolastico, uguale per tutte le scuole della missione., è dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 13,30 alle 15,30, cinque giorni alla settimana: dal lunedi’ al venerdi’. Vi sono iscritti bambini dai 3 ai 5 anni. A differenza di altre scuole materne private-parificate, ciò che caratterizza l’ ‘asilo Nicolò’ è l’attenzione nella formazione degli insegnanti sul gioco e la socializzazione. Le altre –pochissime- materne, infatti, sono soprattutto ‘pre-scuole’, ovvero ‘primine’: pressochè esclusivamente anticipo della didattica della scuola primaria con inizio di lettura, scrittura, conoscenza del francese e primi rudimenti del fare di conto. Alla materna ‘Nicolò’ l’avvio alla didattica viene accompagnato dall’utilizzo del gioco e della socializzazione per favorore la crescita della persona accanto e insieme a quella dello studente. Ogni sabato Sandro Canton incontra le insegnanti assegnando loro programma, orario e attività della settimana successiva. La scuola (cioè sempre Sandro) fornisce colori, gessi, carta da disegno, libri per le materne in francese, materiali didattici e disegni colorati scaricati da Internet.
La retta scolastica che ogni famiglia deve pagare per mandare il proprio figlio a scuola è di 10 mila franchi centrafricani (poco più di 15 euro) all’anno. Su questo Sandro è rigorosissimo: se non si paga non si mandano i figli a scuola. E siccome quei soldi ogni famiglia deve essere in grado di procurarseli, posto che analoche cifre per bere e ubriacarsi vengono trovate dagli uomini dei villaggi tutti i giorni, è un dovere pagare la propria retta. Poichè la scuola è la speranza principale di un Paese ultimo al mondo nelle classifiche di povertà e assente di sviluppo, l’impegno per la scuola deve essere condiviso dalle famiglie. Solo attraverso una nuova generazione di centrafricani scolarizzati e istruiti vi è infatti la possibilità di un cambiamento rispetto al passato dove da generazione in generazione fra gli uomini ci si tramanda il non far niente e la beneficenza altrui grauita come regola di sopravvivemza e non l’impegno proprio per lo sviluppo
Le insegnanti della scuola materna sono pagate intorno ai 40 mila franchi (61 euro) al mese. Altri 10 mila franchi vengono versati in contributi allo Stato per previdenza ed assistenza (che in Repubblica Centraficana, però, è solo virtuale perchè le pensioni non vengono maturate nè pagate e l’assistenza sanitaria è comunque a pagamento anche se si è in regola con i contributi....).
Le donne delle pulizie che aiutano le insegnanti sono pagate 35 mila franchi ogni mese. Il cuoco, invece, ha uno stipendio di 20 mila franchi. Ci sono poi le spese per il cibo (il Pam ha convocato di recente Sandro per un possibile intervento per Safà ma non è detto che vada a buon fine). La manioca – il cibo principale dei centrafricani- si paga, secondo le stagioni, da 1.000 a 1.500 franchi alla ‘scodella’, il riso 400 franchi al chilo, il mais 1.500/2.000 franchi alla ‘scodella’. Ai bambini della materna, come a quelli delle scuole primarie, vengono effettuati i vaccini contro le principali malattie tropicali infettive e un trattamento antiparassitario 2/3 volte l’anno. Infine, le spese per la didattica: penne, colori, matite costano 100 franchi, un quaderno circa 300. La carta 4.200 franchi a risma e alle scuole della Safa se ne usa tantissima, in particolare per la materna: Sandro fotocopia (un’apposita macchina è gelosamente custodita nel ‘salotto’ della missione) in continuazione i materiali didattici selezionati e le figure da colorare e disegnare. Al centro e intorno ai tre edicifi che costituiscono l’asilo, un enorme campo in erba ben tenuto ospita il parco giochi (altalena, scivolo, un spazio in sabbia per i giochi di manualità) . Sandro non dispera di realizzare il prossimo anno un piccolo campo da basket in cemento. E presto sarà eretta una recinzione tutto intorno all’asilo e alle sue pertinenze, per evitare il passaggio e l’uso indebito delle strutture. Detta così, con riferimento a villaggi più o meno nella giungla fa un pò ridere. Ma vista dalla Safa se ne comprende l’assoluto bisogno.